Il consiglio della FAEF

presidente

Leo Klinkers

Leo Klinkers, PhD, è consulente in amministrazione pubblica, con un background in diritto costituzionale. Ha lavorato come consulente per governi e ONG in diversi paesi. È co-autore del libro Documenti federalisti europei e autore di Sovranità, sicurezza e solidarietà.

segretario

Mauro Casarotto

Mauro Casarotto è laureato in scienze politiche e relazioni internazionali. Attualmente lavora come consulente assicurativo e libero professionista. È attivo da diversi anni in organizzazioni non profit che si occupano di cultura, sport, diritti civili e politica. 

tesoriere

Peter Hovens

Peter Hovens è consulente in amministrazione pubblica. Ha studiato all'università di Twente. Dopo 17 anni di lavoro come funzionario presso il comune di Maastricht ha iniziato il suo studio di consulenza. In questo periodo è stato anche impiegato per diversi anni come assessore in due diversi comuni. 

membro del consiglio

Martina Scaccabarozzi

Si è laureata in Scienze Politiche e ha avuto importanti esperienze di lavoro e di vita in diversi paesi europei dove ha coltivato il suo apprezzamento per l'Europa.
È stata un'attivista politica per tutta la sua vita, facendo volontariato in diverse organizzazioni orientate all'ambiente e al legame sociale.

membro del consiglio

Javier Giner

Negli anni '80, Javier è stato membro dei federalisti e nel 1988 è stato co-fondatore di "Union-Europea de Mallorca". Nel 2005 Essendo un professionista indipendente in attività turistiche Javier ha vissuto a Mallorca ma ha lavorato in Germania. Nel 2010 è diventato un attivista e si è battuto per un'Unione Europea dei cittadini. 


cofondatore del faef

Lorenzo Sparviero 

Il 9 novembre abbiamo perso improvvisamente il nostro co-fondatore, colonna portante e grande ispiratore della FAEF: Lorenzo Sparviero.

Un grande federalista e un uomo di incredibile sagacia e visione e di instancabile attivismo. Lorenzo sarà sempre un esempio e una guida morale per noi.


Lorenzo ha scritto quanto segue sull'inizio della FAEF:

FEDERARE I FEDERALISTI: L'EUROPA SARÀ UNA FEDERAZIONE, O NON SARÀ".

Dopo l'inattesa "chiamata ad entrare in campo" che ha segnato l'inizio del mio impegno come attivista federalista, ne è subentrata un'altra, altrettanto forte e recente: la chiamata a federare i federalisti!

Un'idea che si è trasformata gradualmente in una passione al limite dell'ossessione, per me e un mantra per altri che, con mio stupore, stanno iniziando ad usarlo senza però comprendere l'origine profonda e quasi 'esoterica' del messaggio che propone un cambiamento nella discontinuità, un 'salto di qualità' rispetto all'approccio lineare e tradizionale seguito finora dai movimenti che inneggiano al federalismo, ma senza fare progressi nella sua attuazione, insistendo sul concetto di unità europea in senso confederale, basata sul negoziato intergovernativo e non su una Costituzione dello Stato federale, votata dai popoli europei.

Sento quindi il bisogno e il dovere di chiarire e spiegare in termini comprensibili questa formula apparentemente semplice.

Tutto è iniziato con un'idea improvvisaUn'illuminazione, nata come reazione alla constatazione della dispersione delle forze - già scarse e inadeguate per raggiungere l'obiettivo di creare un'Europa federale - perseguita dagli amici europeisti con cui ero e sono in contatto, l'idea-progetto di: federare i federalisti!

Dietro la definizione di Federalismo si possono capire cose diverse, anche opposte.

Nella recente esperienza politica italiana, il termine federalismo è stato usato come bandiera dalla Lega Nord (oggi non più regionalista ma nazionalista, dichiarando la sua simpatia per l'estrema e sovranista destra). All'inizio (Lega Nord) per dividere l'Italia in macroregioni (Centro, Nord e Sud) e puntando sul distacco del Nord ricco e produttivo dal Sud, più povero e arretrato in campo industriale, sulla scarsa finanza e organizzazione della pubblica amministrazione nell'erogazione dei servizi pubblici. Oggi, dopo la svolta del giovane Salvini che ha imposto una rottura con il passato bossiano lanciando lo slogan nazionalistico 'prima gli italiani' puntando sull'esclusione dei nuovi derelitti, gli immigrati, trasformando il movimento leghista da 'federalista' a 'nazionalista e sovranista', strettamente legato ai movimenti nazionalisti e xenofobi di Le Pen (Francia) e Farage (Brexit) e alle simpatie per gli 'uomini forti' come Putin o addirittura come Trump (USA first!).

Questo uso improprio del termine "federalista" ha portato a confusione e regressione da parte dei popoli europei verso un pericoloso ritorno al "nazionalismo" che, come ha denunciato recentemente il presidente francese Macron, anch'egli "federalista" ma in pratica incline a continuare il metodo di amministrazione intergovernativo, lancia l'allarme su possibili scenari di ritorno alla guerra civile in Europa.

Questo è lo stato dell'arte in Europa oggi, dove la gente è confusa, spaventata e incline a chiudersi a riccio contro le minacce degli immigrati, del terrorismo islamico, della competizione tra i paesi europei, ecc. La strada della "disintegrazione del sogno europeo", diversa dall'unità europea, di cui la Brexit è il primo chiaro segno della nuova folle tendenza, viene presa sconsideratamente.

Cos'è dunque il federalismo e la necessità di "federare i federalisti"?

Federalismo significa in poche parole unire ciò che è diverso, rispettando la diversità dell'altro, occupandosi di una manciata di interessi comuni, serviti da un obiettivo comune: la creazione di uno stato federalista, una Federazione europea, basata su una Costituzione, ratificata democraticamente dai cittadini europei, che rifletta le migliori ideologie e valori finora faticosamente acquisiti dalla nostra civiltà occidentale.

Lo slogan 'federare i federalisti', è la richiesta di un nuovo programma politico urgente da realizzare attraverso i movimenti popolari europeisti per fermare l'attuale sciagurato corso della storia. Ed è la prima tappa di un percorso 'non tradizionale' e complesso che mira:

  • rendere consapevoli i cittadini europei della posta in gioco, puntando sulla corretta informazione e conoscenza diretta, attraverso la formazione personale e i corsi multimediali lanciati sul web in tutte le lingue europee, chiarendo non solo la superiorità ideale ma anche concreta della nuova struttura statale federale rispetto all'attuale situazione ibrida e ai suoi potenziali sviluppi catastrofici in caso di ritorno ai nazionalismi del passato (40% della popolazione mondiale vive in Stati federali, con vantaggi in termini di amministrazione interna, capacità di negoziare in politica estera, cura di interessi comuni come la difesa europea, la protezione delle frontiere, la lotta alla criminalità internazionale, ecc.), ma, soprattutto, assicurando una pace duratura e la pace all'interno delle sue frontiere interne...
  • sviluppare un dibattito in ogni paese europeo attraverso movimenti federalisti e federati sotto un'unica organizzazione che porti alla definizione condivisa di obiettivi da raggiungere e realizzare in tempi brevi, attraverso la sensibilizzazione dei parlamenti e dei governi nazionali e delle istituzioni europee, parlando loro con una sola voce e anche con toni "perentori". Questi obiettivi irrinunciabili sono: l'immediata definizione e approvazione di una Costituzione federale europea e l'istituzione dello Stato federale seguita dalle elezioni dei suoi organi di governo e degli organi legislativi e amministrativi.
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